Ciò che più spesso lo ossessionava era il non capire perchè il solo pensiero che chiunque altro avesse potuto sfiorarla lo faceva impazzire, non era una persona possessiva, lei non era sua come lui non era suo..forse ciò che lo terrorizzava nel profondo era l'idea che qualche altra persona potesse darle ciò che lui non poteva...per lui il suo profumo, la sua pelle, il suo sapore e i suoi occhi erano droga allo stato puro, ogni volta che i suoi sensi erano in contatto con lei si sentiva libero, appagato, accettato e desiderato e quando non c'era era quasi sull'orlo della disperazione....Conoscendola aveva scoperto sensazioni che non sapeva di provare, desideri che mai avrebbe pensato di avere...spesso ritornava alla prima volta che aveva fatto l'amore con lei e ricordava, come se fosse fuoco vivo sulla sua pelle, la sensazione del suo corpo sodo e caldo sotto le sue mani, che contrastava con la sensazione di freschezza che dava la seta nera del suo vestito...al solo ricordo impazziva... stava rivivendo ogni singolo tocco ed era una tortura incredibile...ricordava il momento di massima eccitazione, poco prima di penetrarla, stava impazzendo, non sapeva come comportarsi, lei era sdraiata sulla scrivania e il suo corpo premuto contro il suo.....lei quasi sentendo la sua indecisione fece scendere le sue mani sui suoi pantaloni fino all'allacciatura e con colpo deciso li slacciò..motivato dal suo gesto lui le sollevò leggermente il vestito sopra i fianchi morbidi e profumati, entrando in contatto con il delicato pizzo delle culotte, le spostò leggermente senza sfilarle e entrò dentro di lei...il ricordo di quel momento lo fece fremere e sentire eccitato, decise che non avrebbe aspettato..abbandonò il bicchiere pieno di whisky e ghiaccio sciolto, e uscì per recarsi da lei, aveva bisogno di fare l'amore, aveva bisogno di sentirla sua e perdersi nel piacere del suo corpo....
(Valentina Chiesa)
(Valentina Chiesa)

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