domenica 29 agosto 2010

Il vampiro

Tu che t'insinuasti come lama

nel mio cuore gemente; tu che forte

come un branco di demoni venisti

a fare, folle e ornata, del mio spirito

umiliato il tuo letto e il regno -infame 

a cui, come il forzato alla catena,

sono legato; come alla bottiglia

l'ubriacone; come alla carogna

i vermi; come al gioco l'ostinato

giocatore,- che tu sia maledetta!

Ho chiesto alla fulminea spada, allora 

di conquistare la mia libertà;

ed il veleno perfido ho pregato

di soccorrer me vile. Ahimè, la spada

ed il veleno, pieni di disprezzo,

m'han detto: "Non sei degno che alla tua

schiavitù maledetta ti si tolga,

imbecille!- una volta liberato 

dal suo dominio, per i nostri sforzi,

tu faresti rivivere il cadavere

del tuo vampiro, con i baci tuoi!"

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